Mercoledì, 24 giugno, 2026
18:30-21:00

Via Niccolini, 35a
20154, Milano

ingresso gratuito
In occasione della sua residenza presso la fondazione, mercoledì 24 giugno alle 18.30, l’artista messicana Natalia Ramos accoglie il pubblico della città di Milano negli spazi del laboratorio di ceramica, offrendo a questo l’occasione di conoscere da vicino la sua pratica artistica: un invito a sostare nel mezzo, lasciandosi ispirare da una incertezza che non chiede di essere risolta.

Nel corso dei due mesi di ricerca e sperimentazione svolti all’interno del programma di residenza promosso dalla fondazione, Natalia Ramos ha lavorato su una serie di opere che rielaborano attraverso il linguaggio della ceramica oggetti familiari come indumenti piegati, scatole e superfici domestiche. Realizzate principalmente nella giustapposizione tra lastre ceramiche molto sottili, le opere indagano una materia generalmente associata ad uno stato di permanenza chiedendo a questa di comportarsi come qualcosa di fragile, temporaneo e sospeso: una camicia piegata, una superficie che si flette senza rompersi.

Nel loro insieme, le opere formano un sistema “allentato” di gesti e chiusure. Murales si presentano come collage ceramici che si definiscono attraverso superfici scolpite ad alto e basso rilievo - a metà tra disegno, costruzione e architettura; scatole propongono una spazialità che dialoga più con il concetto di nicchia che con quello di contenitore. Il formato dell’Open studio invita il pubblico a partecipare a un percorso creativo ancora in evoluzione, dove alcune opere restano ancora sospese e in corso di realizzazione, mentre altre, concluse, sfuggono ugualmente all’idea di un’opera finita. Ad accomunare la serie di lavori, quel senso di intimità che si ritrova in oggetti che sono stati tenuti tra le mani, ripiegati o chiusi con cura.

Natalia Ramos (Guadalajara, Messico, 1993) è un'artista visiva che vive e lavora a Città del Messico. La sua ricerca ruota attorno al frammento come luogo di significato, con opere che non aspirano all'unità ma esistono in uno stato di tensione: parziali, sospese, evocative. Lavorando principalmente con ceramica ad alta temperatura, metallo e tessuti, crea paesaggi interiori che funzionano come archivi affettivi, traduzioni dell'intimo che resistono ad una piena rivelazione. Attraverso la modularità e l'assemblaggio, Ramos costruisce una sintassi emotiva fatta di smembramento e prossimità. La sua pratica abita lo spazio intermedio: l'istante prima che le cose si compongano o si disfino. Nelle sue installazioni, i materiali mettono in scena piccole negoziazioni di sostegno, appoggio, apertura, definendo spazi che restano irrisolti.

Il lavoro di Natalia Ramos è stato presentato in mostre personali presso la galleria Guadalajara90210 e Momoroom. Ha partecipato, tra molte, a mostre collettive presso El Recinto, Naranjo141, JO–HS, Guadalajara90210, Forma e Salón Cosa. Nell'ultimo anno ha sviluppato un progetto in collaborazione con il Museo Jumex nell'ambito del programma Museos en Común e ha realizzato tre sculture pubbliche su larga scala pensate per bambini presso il Museo JAPI, Jalisco Paseo Interactivo, a Guadalajara. Lavora inoltre come illustratrice per il New York Times, il New Yorker, Esther Perel e The School of Life. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e Cinematografia presso il Tecnológico de Monterrey e ha completato un programma post-laurea in Direzione Artistica presso l’Elisava di Barcellona.


Wine Partner