Officine Saffi presenta la prima mostra personale in Italia di Yasuhisa Kohyama. Tra i più influenti maestri giapponesi della ceramica contemporanea, Kohyama lavora da più di cinquanta anni con l’argilla. Le sue opere sono presenti in importanti musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, il Los Angeles County Museum of Art e lo Stedelijk Museum di Amsterdam.
La mostra presenta diciotto nuove opere che riassumono la ricerca portata avanti dall’artista per tutta la sua carriera. Opere che celebrano la storia della ceramica giapponese con un approccio modernista alla composizione scultorea. Kohyama è infatti uno dei maestri della ceramica che si è ribellato a certe regole formali per spingersi verso l’astrazione, influenzato dalle avanguardie occidentali.

L’essenza delle opere di Kohyama risiede nel loro processo di creazione. L’artista è infatti il direttore di un’orchestra composta da elementi naturali primari: terra, acqua, aria e fuoco sono gli unici componenti delle opere e i soli strumenti utilizzati. Le sculture sono realizzate con argille grezze raccolte nelle colline di Shigaraki, che vengono cotte in forni a legna Anagama di antica tradizione, dove il fuoco imprime sulle superfici sfumature di colore, lampi di luce, impronte e segni grafici.


La cottura a legna è un processo estremamente lungo ed estenuante, ma carico di aspettative ed eccitazione. Prima di accendere il forno, la tradizione giapponese prevede un rituale di buon augurio in cui l’artista deve spargere sake e sale, recitare una preghiera e battere le mani due volte. Inizia così un processo che richiede uno stato mentale di grande attenzione, in cui il silenzio e l’autocontrollo sono protagonisti. L’artista carica la legna nel forno ogni venti minuti, per sette giorni e sette notti.Quando la camera raggiunge i 1280-1350 gradi centigradi, le ceneri del legno vetrificano depositandosi sulla ceramica e creando degli effetti di colore che variano a seconda del posizionamento. I pezzi nel centro ottengono delle sfumature di colore che vanno dal rosso all’arancio; nel fondo invece, dove c’è maggiore scarsità di ossigeno, emergono i neri intensi e i bruni. Dopo sette giorni di temperatura in costante e controllato aumento, il forno è lasciato a riposare per un periodo altrettanto lungo. Ogni cottura è un’avventura e una sfida che combina forze naturali, dedizione umana, rispetto della tradizione e cultura contemporanea. Nascono così opere dalla straordinaria forza espressiva. Oggetti enigmatici, dalla bellezza silenziosa, ma potente, che non sembrano creati, ma semplicemente nati.